Ponte del Diavolo

L’uscita settimanale Conigliotravel ci ha portato nelle zone appenniniche del Frignano e piu’precisamente a Polinago, in uno dei percorsi piu’ classici delle sue zone, il Ponte del Diavolo.
Un altro piacevole pomeriggio trascorso nella natura in sella alla nostra amata mtb in compagnia di vecchi e nuovi amici, un plauso particolare al nuovo coniglio Marcello, dichiaratosi neofita e timoroso sulle sue capacita’ ciclistiche ma quasi sempre in testa al gruppo eliminando di fatto qualsiasi sua preoccupazione in merito alle prossime uscite.Un altro plauso alla nuova coniglietta Chiara, disimpegnatasi benissimo sulle salite e sui single track tecnici e impegnativi delle zone…..COMPLIMENTI a entrambi e benvenuti nel gruppo!!!!!
Nel ricordarvi il prossimo appuntamento del 13 maggio sui Colli Euganei, (vedi prossimamente sulla home del sito), diamo piu’ spazio nell’articolo per una breve ma interessante descrizione del luogo attraversato nell’uscita di oggi!
Il Ponte del Diavolo è un monolite naturale che unisce i fianchi di un avvallamento, lungo 33 metri, largo tre, con una arcata alta tre metri. Questa è la descrizione scientifica di un monumento naturale che però può anche essere raccontato in modo meno razionale, ma più suggestivo: il nome, per esempio, da che cosa deriva? La magia dei tanti "tre" che ricorrono nelle sue misurazioni; il luogo, posto vicino ad una zona in cui nell'antichità si svolgevano riti pagani.

Molte sono le leggende nate intorno al Ponte. Guai a infilare la testa nel foro che si trova in una delle protuberanze che si innalzano come ali sul fianco del ponte! Improvvisamente si vede il diavolo o addirittura può essere tagliata la testa. Secondo un'altra di queste leggende, un tempo viveva da queste parti un agricoltore dal gergo piuttosto colorito. Per raggiungere i propri terreni doveva attraversare un avvallamento che spesso le piogge facevano diventare un torrente, e ciò lo costringeva a fare un lungo giro o rischiare il guado nella corrente impetuosa; un giorno, stanco di ciò, chiese al Diavolo di aiutarlo dicendosi disposto, in cambio, a donargli la sua anima. Naturalmente il Diavolo accettò e di buon grado andò a prendere un bel ponte; mentre lo portava a destinazione, una notte, passando nel bosco, fu attratto da un sabba di streghe che ballavano discinte e con canti melodiosi; tanto era coinvolto dalla leggiadria delle malefiche fanciulle, che non si accorse del sopraggiungere dell'alba: la luce era per lui mortale, quindi dovette fuggire lasciando il ponte proprio ove oggi tutti lo possiamo ammirare. Leggenda popolare naturalmente: ma non è leggenda che il ponte non sia nato qui ma, come attestano i geologi, il ponte è stato qui trasportato da qualche cataclisma naturale o soprannaturale, o da un movimento tellurico, ma perché dobbiamo per forza dare una risposta scientifica ad un fatto che è molto più suggestivo se ripescato da qualche poetica leggenda? In passato queste leggende tenevano lontani i curiosi: solo gente del luogo, geologi, studiosi di storia frignanese passavano di qui. Oggi, che siamo tutti più razionali e distaccati, il ponte è diventato meta di piacevoli escursioni, alla scoperta di uno dei più suggestivi aspetti della nostra montagna.


