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Mantova/Peschiera- il racconto |
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Questo weekend è stato davvero speciale ed insolito per me.
Ai nuovi amici della Conigliotravel che mi hanno invitata ad andare “a spasso” con loro in bicicletta, non ho saputo, incuriosita, dire di no.
E per fortuna!
Una domenica diversa dalle altre: ottima occasione per uscire dai soliti schemi, dalla solita organizzazione del tempo e degli spostamenti legati al bollettino del traffico rilasciato dalla radio.
Ci siamo dati appuntamento alle 9.30 alla stazione dei treni di Modena, abbiamo caricato le biciclette su un treno regionale e puf! … quasi come Harry Potter sono entrata in un’altra dimensione perchè ho riassaporato un modo di viaggiare quasi dimenticato. legato ai ricordi della mia infanzia.
Arrivati a Mantova infatti abbiamo iniziato a percorrere la ciclabile in mezzo alla campagna, lontano dalle automobili e dal rumore del traffico, finalmente in compagnia del silenzio interrotto talvolta dalle voci e dai rumori della natura. Uno splendido sole primaverile ha favorito il buonumore collettivo e mi sono lasciata rapire dall’euforia che mi trasmette uno degli spettacoli fra i più semplici e allo stesso tempo incredibili che ogni anno abbiamo la possibilità di contemplare: il risveglio della natura. Ogni anno mi emoziono ad osservare le infinite tonalità di verde che offrono gli alberi, sembra si vestano a festa per salutare l’arrivo della Primavera…. E mi diverto a scoprire, dietro ogni filo d’erba, un piccolo fiore che fa capolino e sembra sorridere. Ce n’erano così tanti e di tanti colori! Il giallo dei ranuncoli, l’azzurro della Veronica maggiore ( meglio nota come gli occhi della Madonna), il rosa di quei piccoli e deliziosi fiorellini che addirittura, a metà percorso, si sono presentati all’improvviso davanti in un angolo della riva del fiume come un tappeto disteso al sole… e addirittura il rosso di qualche papavero precoce! Nel primo tratto del percorso non abbiamo incontrato molte persone. Così mi sono divertita a scambiare un saluto con tutti, ciclisti e passeggiatori. Ma via via che la mattinata scorreva non è stato più possibile salutare nessuno: la pista era super affollata, c’erano ciclisti professionisti, compagnie di amici ciclisti, famiglie di ciclisti improvvisati e famiglie di ciclisti super attrezzate, addirittura con carrozzine per bambini ciclisti, e ragazzi in roller e passeggiatori e animali: CHE CONFUSIONE! La concentrazione si è spostata dai fiori a cercare di evitare di investire qualcuno! Non ci potevo credere: tutte quelle persone ed il loro vociare, le grida dei bambini, le risate degli amici… niente clacson, nessun rombo di motore, nessun odore soffocante proveniente dai tubi di scarico… … e ad un certo punto mi sono ritrovata a dover superare una irta e faticosa salita (che ho fatto a piedi, sic!) e subito dopo l’arrivo a Peschiera… è stato emozionante: forse perché mi si è presentato all’improvviso davanti o forse perché varcare la porta della città percorrendo in bicicletta quello che è stato in passato il ponte levatoio, è stato varcare un traguardo immaginario. “Ce l’ho fatta” ho pensato felice.
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